Ho in mente un progetto niente male, un distributore automatico!
Si, di quelli tutti colorati di metallo e plastica come si trovano nelle stazioni di tutte le città. Semplice ed efficiente.
Ci sono i vari prodotti, messi su quei supporti elicoidali che inserendo il credito, ti fanno uscire del cibo. Si, vorrei che si distribuisse cibo e bevande, di ogni genere.
Allora? Non mi resta che aprire una società dirai.
Beh in effetti vorrei di più, molto di più: vorrei che questo fosse l’unico modo per mangiare al mondo.
Sto delirando? Può essere, se permetti scelgo i tipi di denaro accettato:
Presso i distributori automatici Marenia si dovrebbe poter pagare con:
-Conoscenze Matematiche, Fisiche ed Astronomiche
-Conoscenze Artistiche e musicali
-Filosofia
-Medicina
-Informatica ed elettronica
-Senso civico
-Storia
-Esperienze erranti
-Solidarietà e cultura
-Buona educazione
-Rispetto
Che ne so, tu scegli una bella zuppa di cozze e potrebbe uscirti una domanda tipo:
Stai per fermarti con l’auto e trovi un solo spazietto libero tra un muretto ed una discesa per gli invalidi, con un cartello divelto ed illeggibile di divieto di sosta e di fermata, ma tu devi stare solo per 5 minuti, che fai?
Ci sono quattro possibilità:
A- Sosti (Tanto è un attimo, è un tempo ragionevole…)
B- Aspetti un po’ in macchina e poi scendi (Così hai anche la coscienza a posto)
C- Non sosto
D- Inserire Dati
Molti inserirebbero, mentendo, la risposta “C” ovvero “Non sosto”. Il distributore si agita un po’ e poi emette rumori ed un cattivo odore seguito dalla parola Bugiardo. E non mangi.
Con “A” e “B” neanche a parlarne di cibo, ma almeno ti sei risparmiato gli “effetti collaterali”.
Resta questa strana “D”, e che vi scrivo dentro? Beh quella è la strada per il progresso vero, potresti scrivere ad esempio che a fare le tue commissioni ci vai con una bici e ti porti dei ganci tipo sidecar, così il primo disabile che vedi scendere dalla rampa lo agganci alla bici con la sua sedia a rotelle e vi fate insieme un grande giro in città regalandoti un po’ del suo tempo ed un po’ di felicità.
Tutti questi “pagamenti” dovrebbero finire in un database, un grande computerone che connesso a tutte le case tipo come un quadro appiccicato al muro dovrebbe suggerire una risposta quando interpellato, che so: “Computer”, anzi chiamiamolo G-nnà, “G-nnà, come si fa a fare questo, parlami di questo e quell’altro ancora”.
E chissà che il progresso, quello vero, in tutte le discipline, non arrivi sul serio.